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Uno dei più sorprendenti progressi della medicina negli ultimi anni è la possibilità di eliminare la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo con il laser. Questo tipo di trattamento consente a tutte le persone che devono usare ogni giorno occhiali o lenti a contatto di cambiare il loro stile di vita, acquisendo una totale e definitiva libertà visiva.
Parliamo di questo argomento ormai divenuto di attualità, con la Dott. Barbara Prandi, Oculista che lavora nella Clinica Baviera, un nuovo centro che si occupa di problemi oculari.
D. Che cosa sono la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo?
R. Perché la visione dell’occhio sia chiara, i raggi di luce che penetrano nello stesso attraverso la cornea e la pupilla, devono essere a fuoco sulla retina.
Nel loro insieme miopia, ipermetropia e astigmatismo vengono definiti in termini tecnici "difetti refrattivi". Le persone che hanno questi problemi non riescono a mettere bene a fuoco le immagini che vedono, per cui devono servirsi di occhiali o lenti a contatto per supplire alla difficoltà dei loro occhi.
Il miope ha un occhio leggermente più lungo del normale, per cui le immagini vengono focalizzate davanti alla retina, che è la parte dell’occhio deputata a registrare l’informazione visiva. Il miope quindi vede sfuocato da lontano. Gli ipermetropi, avendo l’occhio un po’ più corto del normale, vedono abbastanza bene da lontano e male da vicino. Una persona astigmatica invece non riesce a vedere nitidamente i contorni degli oggetti.

D. Quali soluzioni alternative agli occhiali propone l’Oculistica moderna?
R. Chi soffre di questi difetti può scegliere di usare lenti a contatto oppure di sottoporsi a un piccolo intervento con il laser per risolvere definitivamente la dipendenza da ogni tipo di "protesi". All’inizio degli anni ’80, i ricercatori scoprirono che un nuovo tipo di laser, il laser ad Eccimeri, utilizzato inizialmente per registrare microchips di computer, poteva trovare applicazione in chirurgia refrattiva.
D. Come si esegue l’intervento?
R. L’intervento si effettua in anestesia topica, con l’applicazione di alcune gocce di collirio. Il paziente viene quindi sottoposto, sulla base degli esami preliminari eseguiti durante le visite, al trattamento con il laser che rimodella la cornea (la struttura trasparente attraverso cui entrano le immagini nell’occhio). Il laser con una precisione altissima "scolpisce" la cornea in modo da correggere il difetto refrattivo.
L’intervento dura in tutto pochi minuti, non richiede ospedalizzazione ed è controllato costantemente attraverso apparecchiature elettroniche altamente sofisticate.
D. Chi può sottoporsi a questo tipo di intervento?
R. Già dalla fine degli anni ’60 migliaia di pazienti al mondo si sono sottoposti ad interventi di chirurgia refrattiva. I pazienti di età superiore ai 18 anni e che abbiano un difetto refrattivo stabile da almeno un anno sono i candidati per questo tipo di interventi. Sicuramente prima dell’operazione è indispensabile studiare in modo molto approfondito l’occhio del paziente, per rilevare eventuali controindicazioni all’intervento e per scegliere la tecnica più adeguata.
D. In quanto tempo una persona operata può riprendere la sua vita normale?
R. Dopo un intervento di Lasik, il paziente riacquista la possibilità di vedere nel giro di poche ore e il giorno successivo all’intervento può riprendere le proprie attività lavorative.
D. A chi si sentirebbe di consigliare l’intervento?
R. Sicuramente tutti coloro che praticano attività sportiva possono trarre grandi benefici dall’intervento, ma anche le persone che lavorano in ambienti molto polverosi o con molto vapore, per esempio i cuochi. In generale sappiamo che essere costretti a portare gli occhiali è una piccola schiavitù, quindi consiglio l’intervento a tutte le persone che per ragioni lavorative, estetiche o psicologiche sono stanche di dipendere dagli occhiali. Naturalmente non tutte le persone sono operabili, perciò si eseguono alcune visite preliminari, con esami molto approfonditi sull’esterno e sull’interno dell’occhio per rilevare le caratteristiche oculari di ognuno che potrebbero compromettere il buon esito dell’intervento.
D. Una persona che decide di farsi operare, può pensare di aver risolto in modo definitivo i suoi problemi di vista?
R. In genere i risultati dell’intervento sono molto prevedibili e sicuri. Una volta raggiunto il risultato prefissato, questo si mantiene stabile nel tempo. Ovviamente ciò non esclude che non possano svilupparsi altre patologie oculari, come la cataratta o il distacco di retina, che non hanno nessuna relazione con l’intervento in sé e che insorgono anche in persone non operate con la chirurgia refrattiva.
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